Cura delle uova e allevamento dei bruchi

 

Le uova possono essere conservate tenute in una piccola una scatola di materiale plastico di piccole dimensioni, bassa e trasparente; un esempio è rappresentato dalle capsule di Petri Petri (dette anche piastre o dischi Petri) utilizzate in laboratorio per le colture batteriche. Uno stesso tipo di contenitore può essere utilizzato anche per i primi giorni di vita delle larve.

Diversi tipi di contenitori possono essere utilizzati per la conservazione delle uova.

Per parecchie specie, per l’incubazione delle uova è sufficiente la temperatura d’appartamento (quindi intorno ai 18°-20°C); specie prettamente tropicali possono preferire una temperatura sui 25°C, ma va ricordato che specie viventi in zone tropicali ad alta quota possono vivere bene anche a valori più bassi. Per specie che necessitano di un certo grado di umidità durante l’incubazione, si può aggiungere un batuffolo di cotone leggermente imbevuto d’acqua, evitando però che si formi condensa all’interno della scatolina.

Capsula Petri per l’osservazione e le conservazione delle uova in attesa che schiudano. Questo tipo di contenitori usati in laboratorio non sono ermeticamente chiusi ma presentano il coperchio leggermente sollevato in modo da far circolare un minimo di aria.

La stessa capsula Petri può essere utilizzata per i bruchi nel primo stadio.

Le uova schiudono dopo un’incubazione variabile secondo la specie (e talora secondo la temperatura), generalmente compresa tra pochi giorni e 2-3 settimane. Durante questo periodo è preferibile non tenerle insieme a foglie della pianta nutrice delle future larve ma attendere che siano iniziate a schiudere, perchè alcuni sospettano che le foglie recise possano rilasciare concentrazioni di CO2 pericolose per le uova tenute in un piccolo ambiente chiuso. Per questo motivo e anche per evitare che escrementi vadano a finire sulle uov anon ancora schiuse, è meglio trasferire i bruchi man mano che nascono in un altro contenitore.

I bruchi alla nascita sono molto piccoli (da un paio di mm fino a circa un centimetro). Nelle prime ore di vita possono non aver bisogno di cibo: una prima fonte di nutrimento è costituita dal corion (guscio) dell’uovo che durante la schiusa viene mangiato in parte (talora minima parte giusto per poter uscire) o pressochè totalmente.

Per allevare i bruchi nei loro primissimi giorni di vita può essere utilizzata la stessa scatolina dove sono schiuse le uova: questo perché per bruchi così piccoli, un ambiente troppo ampio rischierebbe di lasciarli disperdere rendendo loro difficile il reperimento del cibo. Il principio è che possano trovare il cibo pressoché ovunque essi si dirigano, quindi andrà posta una o più foglie della painta nutrice. Se la scatola è abbastanza contenuta e chiusa le foglie si terranno appetibili per molte ore, fino al giorno dopo. Non è necessario fare entrare aria dato che comunque almeno una volta al giorno sarà necessario aprire il contenitore per sostituire la pianta nutrice e/o per togliere gli escrementi: tuttavia, se la traspirazione delle foglie dovesse causare un eccesso di condensa nel contenitore (le pareti si appannano o addirittura tendono a formare goccioline), è meglio praticare dei piccoli fori nell’apertura, trovando il giusto compromesso tra aerazione e un minimo di umidità necessaria per il mantenimento del cibo fresco. Ovviamente la capacità delle foglie o dei rametti di restare freschi, anche se immersi in acqua, dipende dalla specie e dal clima. Per esempio il Noce in estate inoltrata tende ad appassire molto rapidamente, anche se immerso in acqua entro breve tempo dalla raccolta. Anche le ortiche (cibo principale di alcuni comuni Ninfalidi come la Vanessa atalanta) appassiscono facilmente per cui in questo caso sarebbe meglio allevare i bruchi direttamente sule piantine in vaso.

Una scatola di plastica di piccole dimensioni per allevare bruchi ai primi stadi del loro sviuppo.

I bruchi di alcune specie gradiscono assumere goccioline di acque dalle foglie per idratarsi maggiormente; ciò può essere garantito nebulizzando leggermente e finemente una volta al giorno, ma solo se si tratta di contenitori ben aerati (nei contenitori chiusi usati per i bruchi ai primissimi stadi la traspirazione delle piante ospiti contribuirà a mantenere una certa umidità). Al momento di sostituire la foglia/foglie, si avrà l’accortezza di trasferire i bruchi sulle foglie nuove ritagliando la porzione di foglie vecchie su cui si trovano attaccati; qualora sia necessario spostare i bruchi che si trovano attaccati alle pareti o al coperchio, si userà un pennellino oppure un lembo sottile di una foglia, avvicinandolo alle zampe e roteandolo un po’ per favorire che il piccolo bruco si ci arrampichi.
I bruchi quando si sentono in pericolo rafforzano la presa sul substrato con le pseudozampe, pertanto tentare di forzarne il distacco può essere per loro rischioso potendo provocare traumi quali rotture del tegumento o danni (anche se non immediatamente visibili) agli organi interni. Attenzione però ai bruchi che sono in fase di muta: i bruchi si accrescono in genere attraverso 4 mute (talora 5 o 6) che si susseguono nell’arco dello sviluppo: la cuticola degli insetti in generale è infatti un tegumento poco elastico e per seguire l’accrescimento dell’animale deve essere periodicamente sostituito da una nuova cuticola prodotta dall’animale stesso: la muta è dunque una fase in cui l’insetto “cambia pelle”, ossia produce una nuova cuticola sottostante quella vecchia, per poi liberarsi di quest’ultima. Ogni muta è preceduta da una fase in cui il bruco sta per un giorno o due attaccato al substrato senza mangiare (fase di pre-muta); è importante non spostare i bruchi dal substrato a cui sono attaccati in questo momento delicato, perché fornisce un appiglio che terrà ancorata la vecchia cuticola quando il bruco se ne tirerà fuori.

Vaso di plastica chiuso in alto con della rete fine per consentire l’aerazione. Un ramoscello della pianta ospite è tenuto fresco tenendo l’estremità recisa immersa in acqua.

Una classica cassetta per alimenti col coperchio modificato per l’allevamento dei bruchi. Può essere posta verticalmente come nella foto per favorire l’accumulo degli escrementi a maggiore distanza dalle larve e dalle piante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Man mano che i bruchi, col procedere delle mute, si accrescono, andranno trasferiti in contenitori più grandi oppure divisi in più contenitori. Questi possono essere rappresentati da cassette di plastica con almeno un lato (come per esempio il coperchio) sostituito da rete o comunque fessurato in modo da garantire aerazione almeno da quel lato (ad esempio un grande “Fauna Box” in vendita in un negozio di animali, che presenta il coperchio fittamente ricco di fessure per l’aria), oppure da delle gabbie con intelaiatura rigida (fatta di listelli di legno ad esempio) e con pareti rivestite di tulle o rete a maglie sottili di vario materiale (metallica, di plastica o in fibra di vetro, quella comunemente utilizzata come zanzariera). Sul fondo della gabbia o del fauna box sarà sempre presente un foglio di carta assorbente che andrà sostituito ogni 1-3 giorni (secondo il grado di sporcizia), soprattutto andrà eliminato giornalmente l’accumulo di escrementi. Molte malattie dei bruchi iniziano proprio dalla proliferazione di batteri favorita dalla permanenza di escrementi, soprattutto se l’ambiente è umido.

Gabbia per l’allevamento dei bruchi. Può essere usata anche per lo sfarfallamento e la riproduzione (in questo caso è utilizzata per la riproduzione di Daphnis nerii).

Quando i bruchi sono più grandi il cambio di foglie sarà fatto trasferendo interamente le foglie vecchie con i bruchi (o le porzioni di ramo con i bruchi ) direttamente a contatto con le nuove foglie o nuovi rami. Se c’è sufficiente spazio in verticale nel contenitore di allevamento, per tenere i rami freschi più a lungo si possono immergere le estremità tagliate in delle bottigliette di acqua, avendo l’accortezza di tappare bene l’imboccatura perché i bruchi altrimenti potrebbero entrare e annegarvi. Quest’acqua va sostituita almeno le volte in cui si sostituiscono i rami, se non addirittura quotidianamente, perché lasciata stagnante tende ad arricchirsi di batteri e Protozoi.

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