Ott 082012
 
La difficoltà di un bruco a compiere una muta correttamente non è infrequente in allevamento: può essere un sintomo di scarsa umidità ambientale o bassa temperatura rispetto alle esigenze della specie, di cattiva alimentazione (piante povere di nutrienti come quelle in fase di riposo invernale o contaminate da sostanze nocive allo sviluppo della larva) o del fatto che il bruco ha un eccessivo livello di inincrocio (cioè discende da ripetuti incroci tra individui consanguinei).
Uno degli esempi più frequenti è la difficoltà del bruco a liberarsi dalle spoglie della vecchia cuticola rimaste attaccate a coprire il segmento anale e l’impossibilità a liberarsi della vecchia capsula cefalica. Sul primo problema non è difficile intervenire, se si ha molta delicatezza e occhio allenato, specialmente se il bruco è ormai di grandi dimensioni: con l’ausilio di un pennello umido, si tenta di ammorbidire la cuticola e successivamente si cerca di rimuoverla con un pennello asciutto oppure con uno spillo, andando in senso antero-posteriore (cioè in direzione verso l’ano), facendo estrema attenzione a puntellare un lembo sporgente di vecchia cuticola senza intaccare la nuova cuticola sottostante, che potrebbe ferire il buco in modo grave. Nel secondo caso è molto difficile intervenire. Se si tenta di rimuovere manualmente dal bruco la capsula cefalica ancora attaccata, è assai probabile che, tentando di rimuoverla, si rompa la delicatissima cuticola sottostante della capsula cefalica di nuova formazione, condannando il bruco a morte per impossibilità di alimentarsi; si può solo isolare il bruco e metterlo in un ambiente caldo e umido sperando di favorire il naturale distacco dalla vecchia capsula cefalica. Una situazione di difficoltà intermedia è quando una porzione di vecchia cuticola residua rimane aderente al corpo, quasi a formare un anello che stringe una parte del corpo. Si può cercare di intervenire come nel primo caso citato, ricordando che è un intervento ancora più delicato, cercando di puntellare dove sembra esserci un maggiore ispessimento della vecchia cuticola. La sequenza fotografica sottostante raffigura quest’ultimo caso.

Ecco un caso molto frequente. Il bruco ha completato la muta ma una parte di cuticola del tratto terminale è rimasta ancorata al nuovo tegumento sottostante, formando un anello intorno al corpo del bruco che potrebbe compromettere la vita del bruco nei prossimi giorni man mano che cresce.

Facendo estrema attenzione, si puntella con un ago un lembo della vecchia cuticola per sollevarla, è preferibile aiutarsi con una lente d’ingrandimento per non rischiare di danneggiare la nuova cuticola sottostante, più delicata, la cui accidentale perforazione potrebbe essere fatale.

Una volta riusciti a isolare una parte della vecchia cuticola avvolta ad anello, si può intervenire con una piccola forbicina per crearvi un’interruzione che servirà a liberare il bruco.

Una volta tagliato l’anello, può essere sfilato via con un ago o una pinzetta, sempre facendo molta attenzione che non vi siano parti ancora saldamente attaccate al bruco.

Ecco l’anello della vecchia cuticola finalmente tolto.

Adesso il bruco può riprendere a crescere senza rischi.

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