Provenienza:
Nord Africa, Sud Europa, di passaggio nel resto dell'Europa, dove solo
in inverni particolarmente miti le pupe riescono a sopravvivere all'inverno.
Apertura
alare: 90-130 mm
Periodo
di volo: specie migrante, con più generzioni,
presente secondo la latidudine da marzo/aprile ad agosto/settembre,
occasionalmente nei luoghi più caldi anche a ottobre; attiva
dal tramonto alle prime ore del mattino.
Piante
nutrici del bruco: Solanacee e Oleacee: le piante nutrici
più appetite sono lo stramonio, il ligustro, la pianta di patata; altre piante:
olivo, gelsomino, tabacco selvatico (Nicotiana glauca), lantana, bignonia rampicante, e molte altre.
Stadio
di svernamento:Se la temperatura si mantiene sopra i 24°C possono sfarfallare nel giro di 3-4 settimane. Non vanno tenute al freddo. Si puo' rallentare lo sviluppo delle crisalidi tenendole a 10°-15°C.
Allevamento:
facile, purchè si mantenga una temperatura di almeno 20°C; i bruchi, che possono ragiungere i 10-12 cm, possono
essere allevati in contenitori di plastica; quando si avvicina la ninfosi, smettono di alimentarsi e abbandonano la pianta ospite per girovagare tendenzialmente sul fondo, tra l'altro l'imminenza della ninfosi è preannunciata da un cambiamento
di colore diu fondo che diventa più scuro: a quel punto vanno trasferiti in cassette rempite di un substrato
profondo (almeno 15-20 cm). Come substrato può essere usata torba, truciolato o anche pezzi di carta assorbente purchè si formi uno strato spesso molti cm come sopraindicato. Dopo circa 10 giorni dall'interramento possono essere delicatamente dissotterrate qualora si voglia seguire visivamente lo sviluppo delle crisalidi ponendole su un substrato morbido come il muschio. Non è necessario nebulizzarle con acqua.
Cura degli adulti:
energici volatori, necessitano di gabbie di almeno 35-40 cm
di diametro: occhio a eventuali strette aperture nelle pareti in rete
morbida, dalle quali riescono a fuggire facilmente forzando contro i
punti deboli della rete.
Ho visto che sono in grado di alimentarsi spontaneamente da piccole scodelline (o anche tappi di bottiglie) contenenti una soluzione concentrata (50%) di acqua e miele, ma se se ne ha la possibilità è consigliabile a partire dal secondo-terzo giorno dallo sfarfallamento alimentarli quotidianamente
"a mano" (vedi dettagli nella scheda su Daphnis nerii).
Gli adulti ben nutriti possono vivere fino a qualche settimana (i maschi vivono meno delel femmine).
L'accoppiamento ha durata variabile da 10 minuti a tutta la notte e puo' ripetersi piu' volte.
Le uova vengono deposte, anche a molti giorni di distanza dall'qaccoppiamento, singolarmente sulle pareti della gabbia e sulla
pianta nutrice nell'arco di diversi giorni.
Note:
singolare è il comportamento degli adulti se si sentono in pericolo:
sollevano il corpo serrando verso il basso le ali e drizzando le zampe
come per apparire più minacciosi e, tramite lo sfregamento della
robusta spiritromba
emettono uno stridìo.